L’evoluzione del gioco
Fondamentale per una crescita sana
Per il bambino il gioco è lo strumento per scoprire le proprie capacità ed esplorare il mondo che lo circonda. Fin verso l’anno e mezzo o i due anni, il gioco è soprattutto esercizio e ricerca della novità, quindi ha uno svolgimento essenzialmente pratico; successivamente acquisisce significati più profondi e complessi.
In primo luogo, consente al bambino di esprimere alcune emozioni e contribuisce a compensare perdite e dispiaceri, come ad esempio essere lasciato solo dalla mamma anche per un breve periodo di tempo. Un secondo aspetto di grande importanza consiste nel permettere al bambino di sperimentare situazioni ignote e imprevedibili, mediante oggetti e situazioni conosciute. Inoltre, osservando il bambino giocare, vi accorgerete che ripete le stesse azioni molte volte con l’obiettivo di consolidare le proprie capacità e di inventare nuove tecniche per ottenere gli stessi risultati.
A due anni, il miglioramento del grado di attenzione che applica alle proprie azioni è elevato e in più compare una nuova capacità, la memoria, con cui riesce a sfruttare meglio le sue esperienze.
A tre anni, possiede ormai risorse mentali avanzate: riesce a confrontare, distinguere e definire le forme ed è in grado di classificare le cose in categorie abbastanza precise.










