Le paure

Pollice o copertina per combattere solitudine e abbandono

La paura più istintiva resta anche nel secondo e terzo anno di vita quella che proviene da un avvenimento improvviso, non previsto e minaccioso agli occhi del piccolo. Un forte frastuono, una luce abbagliante e l’apparizione repentina di una persona sconosciuta possono suscitare in lui un vero senso di angoscia. Ma la paura fondamentale rimane sempre quella di essere abbandonato dalla mamma e lasciato solo ad affrontare la scoperta del mondo.

Per alleviare il senso di ansia e di disagio causato da paure più o meno reali o immaginarie, il bambino mette in atto dei meccanismi per essere rassicurato e consolato, simulando soprattutto la presenza della mamma: talvolta può succhiarsi il pollice o qualunque altro oggetto che si possa succhiare oppure abbraccia un pupazzo morbido o la sua copertina.

Questo oggetto (gioco, orsacchiotto o copertina), a cui il bambino si affeziona particolarmente e che recupera nei momenti “difficili”, viene definito “transizionale” perché gli trasmette tranquillità e sicurezza e costituisce un “tramite” tra la sua personalità in formazione e la realtà esterna.