Domande Allattamento

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Quando si parla di latte formulato, che cosa si intende per formula adattata al latte materno?

Il latte formulato è prodotto in modo da essere simile a quello materno, facilmente digeribile e completo di tutte le sostanze necessarie alla crescita del bambino, quali ferro, vitamine ed oligoelementi.
Il latte formulato presenta differenti composizioni in base all’età ed alle esigenze del lattante: latti adattati di partenza, di proseguimento, di crecita, latti ipoallergenici, di soia, antirigurgito, etc.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Quanto tempo deve durare una poppata?

Mediamente, un bambino sano e di peso adeguato per l’età, mangia al seno in circa 20-30 minuti (10-15 minuti per seno); così pure avviene per gli allattati al biberon.
A volte in entrambe le situazioni ci sono bambini più lenti e bambini più voraci con tempi che variano notevolmente.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Qual è la dieta ideale per la mamma che allatta?

Una donna adulta di corporatura media necessita di una dieta giornaliera di circa 2100 - 2200 calorie al giorno; durante il periodo dell’allattamento ha bisogno di un apporto ulteriore di circa 200 calorie di cibi altamente proteici.
La dieta deve essere bilanciata e contenere tutti i nutrienti: lipidi, proteine, glucidi e minerali.
L’apporto vitaminico minerale è garantito dall’introduzione di frutta e verdura.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Quali cibi bisogna evitare durante l’allattamento?

È preferibile evitare:

  • cavoli, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, cetrioli
  • fragole, uva, ciliege, pesche, albicocche
  • spezie
  • cibi fritti
  • formaggi fermentati (gorgonzola, brie)
  • crostacei, molluschi
  • selvaggina
  • dolci alla crema o a base di liquore
  • cacao.

Alcuni degli alimenti di questo elenco, infatti, alterano il sapore del latte, altri hanno un’azione dannosa sul bambino, altri ancora lo espongono al rischio di allergie.
Si consiglia, comunque, di chiedere il parere del proprio pediatra.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Ci sono degli svantaggi nell’allattamento con latte formulato?

Non esistono svantaggi nell’allattamento con latte formulato: la scienza medica e la ricerca in campo nutrizionale hanno sviluppato nel corso degli anni prodotti avanzati e sicuri per la crescita del lattante.
Ma poiché non tutti i latti sono uguali per composizione, apporto nutrizionale ecc., solo il pediatra può indicare quale sia il prodotto migliore per il bambino, alla luce delle sue condizioni generali di salute, peso, stato di crescita, eventuali intolleranze ecc.

È assolutamente da evitare, invece, l’uso del latte vaccino prima dell’anno d’età, a causa della sua composizione in termini di proteine e minerali (ad esempio scarsità di ferro) troppo differente rispetto a quella del latte materno.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Come si sceglie il latte formulato?

Solo il pediatra che ha in cura il neonato può stabilire qual è il latte più idoneo.
Ad esempio nei primi 4-6 mesi sono indicati i latti “di partenza”, in seguito i latti di “proseguimento”: due tipologie di latte la cui formula differisce proprio perché, crescendo, sono diverse le esigenze nutrizionali del lattante.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Perché il latte vaccino non è adatto per l’alimentazione del lattante?

Il latte vaccino è sconsigliabile prima dell’anno d’età, anche se diluito, a causa della sua composizione in termini di proteine e minerali troppo differente rispetto a quella del latte materno.

Come si legge sul Manuale di Nutrizione Pediatrica di Ronald E. Kleinman, l’impiego di latte vaccino intero, latte scremato di capra, latte parzialmente scremato e latte evaporato non è raccomandato nei primi 12 mesi di vita.

I neonati alimentati con latte vaccino intero pastorizzato fra i 6 e i 12 mesi di età sono soggetti ad una diminuzione delle loro riserve di ferro (ciò che in terminei tecnici è definito deplezione), con conseguente anemia da deficit di ferro a causa della bassa concentrazione e biodisponibilità del ferro nel latte vaccino e forse di eccessive perdite ematiche a livello intestinale.

La maggiore assunzione di proteine, sodio, potassio e cloro associata all’impiego di latte vaccino aumenta in modo inappropriato il carico renale in soluti.
La limitata quantità di acidi grassi essenziali, nonchè di vitamina E, zinco e forse di altri oligoelementi, può rivelarsi non adeguata a prevenire i relativi deficit.

L’uso di latti scremati può provocare nel neonato un consumo eccessivo di proteine, perchè ne vengono ingeriti grandi volumi per soddisfare le esigenze caloriche.


Deve perciò essere utilizzato il latte formulato.
Anche questo è prodotto a partire dal latte vaccino, ma viene modificato significativamente nella sua composizione proteica, vitaminica e minerale – attraverso processi produttivi moderni e sicuri - in modo da essere il più simile possibile a quella del latte materno.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Perché per l’alimentazione dei prematuri è necessario un tipo di latte specifico?

I prematuri e i neonati a termine ma di basso peso alla nascita hanno esigenze nutrizionali particolari, per cui necessitano di un prodotto ad alta digeribilità e con un apporto calorico superiore rispetto a quello destinato a un neonato nato a termine e di peso normale.

Per aumentare la digeribilità e l’assorbimento dei minerali, Humana Italia ha ridotto il contenuto di acido palmitico nel latte per prematuri Pre-Humana, migliorando la disponibilità e assimilazione del Calcio.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Qual è la differenza fra latte di partenza, latte di proseguimento e di crescita?

Come il latte materno evolve con il passare del tempo, così anche i latti formulati di Humana Italia, grazie ad un’intensa attività di ricerca applicata, si differenziano secondo l’età del bambino che, crescendo, necessita di un apporto nutrizionale diversificato.


Questo spiega la presenza di diversi tipi di latte.
Il latte di partenza va utilizzato nel bambino nato a termine e di peso adeguato, dalla nascita fino almeno a 4-6 mesi di vita; il latte di proseguimento è indicato nei bambini dopo i 4-6 mesi di vita e fino all’anno di età.
C’è poi anche il latte di crescita utilizzabile dopo l’anno e fino ai 3 anni di età.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Come si capisce se il latte materno è finito?

I primi segni possono essere un’evidente insoddisfazione del bambino dopo la poppata (si attacca a lungo e si stacca “arrabbiato”; non tiene più il solito intervallo fra i pasti), soprattutto verso sera.
Oppure, la mamma può sentire di non avere più il seno gonfio come prima.
Un altro segno può essere la comparsa di stipsi in un bambino prima regolare.
Infine, talvolta l’unica spia è la scarsa crescita del peso al controllo periodico.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Quando ha inizio lo svezzamento?

Nei primi mesi di vita il latte è in grado di garantire da solo la crescita del bambino. 
L’introduzione di alimenti solidi complementari è di solito un processo graduale che dura diverse settimane, a partire dai 6 mesi circa.

L’inizio dello svezzamento viene deciso generalmente dal pediatra o dalla stessa mamma: man mano che il bambino cresce, il latte deve essere affiancato da altri alimenti per fornire al lattante il nutrimento adeguato.

Infatti, progressivamente, soprattutto dopo i 10-12 mesi, l’apporto nutritivo del latte diventa insufficiente. In ogni caso, si sconsiglia l’uso del latte vaccino prima dell’anno d’età, a causa della sua composizione in termini di proteine e minerali troppo differente rispetto a quella del latte materno.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010

Si deve allattare ad orari fissi o a richiesta del neonato?

L’allattamento (sia formulato che al seno) è bene sia fatto ogni volta che il piccolo lo richiede, anche se non è trascorso tanto tempo dal precedente pasto.

Pubblicata Lunedì 8 marzo 2010