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2 mesi

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quanti mesi ha il tuo bambino?

Le coliche

Può capitare che il vostro bambino scoppi improvvisamente in un pianto fortissimo, inconsolabile e che dura per ore, senza una ragione apparente, e che questo succeda spesso in alcuni momenti precisi della giornata, prevalentemente la sera.

La causa più frequente di queste crisi sono le coliche gassose, che possono arrivare già nei primissimi giorni di vita del neonato come dopo uno o due mesi, ma invariabilmente scompariranno intorno al terzo-quarto mese.

Si tratta di gas che si accumula nel pancino del vostro bimbo provocandogli dolore e irritabilità.

Le cause possono essere molte e spesso collegate tra loro; una delle principali sembra comunque essere l’immaturità gastrointestinale.

Quindi, se il pianto inizia nel secondo pomeriggio-inizio serata e il neonato piange disperatamente, flettendo le gambine sull’addome con un movimento “a bicicletta” allora sono “coliche gassose”. Non c’è molto che si possa fare se non restare tranquilli, seguendo qualche piccolo rimedio, in attesa che passino da sole dopo il terzo o quarto mese quando maturerà il suo sistema digestivo.

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Piccoli rimedi alle coliche

Qualche rimedio esiste, ecco qualche suggerimento. Però va detto che ogni bimbo è diverso e bisogna andare per tentativi per trovare la soluzione più adatta al vostro piccolo.

La prima cosa è mantenere la calma e cercare di mostrarsi tranquille perché il vostro piccolo risente dell’eventuale nervosismo. Il contatto fisico è importante: cullatelo, coccolatelo, questo aiuterà a calmarlo. Provate a metterlo a pancia in giù massaggiandogli il pancino per cercare di fargli espellere l’aria. Cercate anche di ridurre i rumori troppo forti e la luce troppo intensa. Un altro rimedio è quello di offrire il seno al bimbo oppure, se lo rifiuta, il ciuccio. Infine si può provare anche ad immergere il bimbo in un bagnetto caldo per un po’ di tempo. Se il problema non migliora parlatene con il vostro pediatra e saprà suggerirvi come affrontarlo al meglio.

Il rigurgito

Anche il rigurgito, come le coliche, è quasi sempre fisiologico, legato ad una immaturità della “valvola” tra esofago e stomaco che evita che il latte ingerito ritorni su. L’immaturità di tale valvola porta il neonato ad espellere passivamente un po’ di latte durante la poppata o subito dopo.

È diverso dal vomito vero e proprio che riguarda il latte che ha già raggiunto lo stomaco e viene espulso attivamente, cioè a getto.

Il rigurgito fisiologico dovrebbe tendere a diminuire verso i cinque sei mesi. Se il vostro piccolo ha un aumento di peso regolare il rigurgito non presenta un problema e il vostro pediatra saprà rassicurarvi in merito.

Se però anche aumentando di peso il rigurgito dovesse essere importante, si possono adottare alcuni piccoli accorgimenti che possono dare benefici.

Innanzitutto quello di tenere il piccolo in una posizione favorevole alla digestione che contrasti la risalita di latte e saliva. Dopo la poppata meglio tenere il piccolo in posizione verticale per circa 15 minuti, oppure adagiarlo sul letto disponendolo con il capo sollevato di 30 gradi, in modo che il latte possa rimanere nello stomaco per la digestione e la valvola possa compiere il suo normale lavoro.

L’inizio dello svezzamento con l’introduzione di cibi solidi nella dieta del bambino favorirà ulteriormente la scomparsa del fenomeno.

Nei casi ancora più importanti e persistenti che possono comportare irritazione all’esofago del bambino, il pediatra potrà indicarvi specifiche soluzioni e se necessario anche dei farmaci adatti.

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La nanna

La nanna è un momento molto importante per il vostro bambino. Nelle prime settimane di vita i neonati dormono mediamente tra le 16 e le 18 ore, mentre a partire dal secondo mese possono dormirne 12 . Tenete però conto che il bisogno di sonno varia da bambino a bambino, ed è molto influenzato dal temperamento e quindi per alcuni possono bastare anche solo 8 ore.

Per il primo mese il ritmo sonno-veglia non è ancora acquisito e anche l’allattamento e la frequenza delle poppate non si sono ancora stabilizzati.

Per questo le notti possono essere difficili per mamme e papà ed è normale svegliarsi per allattare a qualunque ora. Dal secondo mese però è possibile cercare di far saltare al piccolo una poppata notturna allungando le pausa tra una e l’altra, facendolo aspettare un po’ prima di soddifare la sua richiesta. Questo aiuterà anche il piccolo a prendere il giusto ritmo sonno-veglia. Nel caso di bimbi che dormono molto di giorno, può essere utile svegliarli ogni tanto per riuscire a concentrare maggiormente il riposo durante le ore notturne.

Ricordatevi che il bambino deve essere messo a dormire a pancia in su per prevenire la SIDS (Sudden Infant Death Sindrome o sindrome della morte in culla). Controllare che dorma supino è importante almeno fino al sesto mese di vita, passato il quale si può anche abbassare un po’ la guardia anche se il consiglio è quello di continuare a coricarlo a pancia in su.

 

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Comunicare con il vostro bimbo

Spesso l’attenzione dei genitori si concentra principalmente sugli aspetti più pratici dell’accudimento del neonato, soprattutto nel caso di genitori ansiosi. Non bisogna invece mai dimenticare che imparare a comunicare con il vostro bambino, accarezzarlo, tenerlo in braccio, cullarlo sono aspetti importanti tanto quanto nutrirlo.

Il bagnetto, soprattutto quando il bimbo è piccolo e trascorre la maggior parte delle ore dormendo, può diventare uno dei momenti principali di comunicazione affettiva. Può essere fatto tutti i giorni se questo è un momento rilassante e divertente. Da evitare invece l’obbligo del bagnetto se questo momento diventa fonte di stress.

Ogni momento con il vostro bimbo può comunque diventare occasione di relazione e di comunicazione. Anche il di cambio pannolino e l’allattamento sono occasioni preziose per manifestare il vostro affetto, giocare, parlare e godervi ogni meraviglioso secondo passato insieme.

Ricordate che il pianto di un neonato è sempre una richiesta di aiuto che va accolta da parte dei genitori. L’idea che assecondare queste richieste del bimbo significhi farlo crescere “viziato” è retaggio di un’epoca ormai lontana, in cui il benessere emotivo del neonato non era preso in considerazione.