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3 mesi

3 mesi

quanti mesi ha il tuo bambino?

I vaccini

Tra la fine del secondo mese e l’inizio del terzo vi arriverà una cartolina dall’ufficio vaccinale della vostra ASL che vi invita al centro per praticare al vostro piccolo le vaccinazioni secondo il calendario obbligatorio. Nel caso non vi fosse arrivata, informatevi presso il centro stesso per fissare una data. Solitamente viene fissato subito un appuntamento per effettuare la vaccinazione nel giro di qualche settimana.

Normalmente si pratica innanzitutto una prima iniezione che contiene sei vaccini, si chiama infatti vaccino esavalente. Quattro di questi vaccini sono obbligatori (antidifterica, antitetanica, antipoliomelite, antiepatite B) mentre altri 2 (antihaemofilus influenzae B, antipertossica) sono facoltativi ma raccomandati.

Guarda il calendario dei vaccini

 

Le vaccinazioni facoltative

Le altre vaccinazioni facoltative, che spesso vengono consigliate e sono offerte gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, sono quelle contro morbillo, parotite e rosolia e quello contro lo Pneumococco. Un altro vaccino consigliato è quello antirotavirus: è in gocce, in due dosi e protegge nei primi anni di vita dalla diarrea da rotavirus che può dare disidratazione importante nel bambino piccolo con ricovero. Chiedete al vostro pediatra informazioni e un parere su tutte le vaccinazioni facoltative.

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L’ecografia alle anche

Dal secondo al terzo mese di vita tutti i neonati, maschi e femmine, devono praticare una ecografia delle anche per individuare una eventuale Lussazione Congenita dell’Anca (detta LCA) o Displasia Evolutiva dell’Anca.

Questa malattia colpisce l’uno per mille dei neonati in Italia, soprattutto le femmine, e se non identificata e trattata subito può dare artrosi precoce e addirittura zoppia.

L’ecografista classificherà le anche del vostro bimbo in 1a secondo Graf (il radiologo che per primo ha fatto questa classificazione) se sono normali e mature, 1b se sono normali ma immature per cui occorre un controllo dopo qualche mese.

Nel caso venga diagnosticata la LCA, la prima cosa da fare è far visitare il bambino dallo specialista ortopedico, che indicherà le terapie adeguate a seconda dell’entità dell’anomalia:

 

Il divaricatore: si tratta di un dispositivo più o meno rigido, che serve a mantenere le anche divaricate, in modo da aiutare la testa del femore ad incanalarsi e rimanere in sede corretta. Deve essere indossato per tutto il giorno (in alcuni casi è sufficiente solo di notte) per un periodo variabile da 1 a 5 mesi.

 

Norme posturali: nei casi di anomalia più lieve, per correggere il difetti è sufficiente che la mamma segua alcuni suggerimenti posturali come tenere spesso il bambino in braccio su un fianco (in modo da farlo stare con le gambine divaricate) oppure nel marsupio.

 

L’ecografia delle anche può essere una buona occasione per controllare anche reni e vie urinarie, soprattutto laddove c’è una storia familiare di calcoli alle vie urinarie o cisti renali od ancora Reflusso Vescico Ureterale. Chiedete al vostro pediatra se è opportuno fare queste verifiche per dare la sicurezza di assenza di malformazioni.

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La crescita del bambino: metodo dei percentili

La crescita del vostro bimbo in termini di altezza e peso viene monitorata fin dai primi giorni e per tutta la crescita dal vostro pediatra.

La lunghezza del vostro piccolo viene misurata con il “paidometro”, l’unico strumento che dà dati affidabili. Per una corretta misurazione il piccolo viene messo in posizione supina con i piedi verso un lato fisso, dirigendo verso la testa un secondo piano mobile che scorre sul fondo centimetrato. Complicato da spiegare, ma lo vedrete nello studio del vostro pediatra.

Per valutare se la crescita in lunghezza è normale per l’età si utilizza il metodo dei percentili. Immaginate di prendere 100 lattanti tutti di sei mesi e tutti normali; misurateli tutti e disponeteli in ordine crescente da quello con la lunghezza inferiore a quello più lungo.

Bene avete costruito una curva dei percentili: il lattante che si trova al cinquantesimo posto ha la lunghezza media per quell’età (50° percentile); quello al terzo posto sarà al terzo percentile, nella media bassa mentre quello al novantesimo percentile sarà il più lungo.

Immaginate quanto lavoro hanno affrontato i pediatri per misurare lunghezza, peso, circonferenza cranica, pressione arteriosa (si, perché i percentili esistono per tante variabili di crescita!) esaminando tutte le età mese per mese nei primi tre anni, poi anno per anno; e distinguendo per maschi e femmine! Il metodo dei percentili si utilizza nello stesso modo anche per il peso.

Dopo averlo pesato e misurato il vostro pediatra vi dirà in quale percentile si trova il vostro bambino e se ci sono problematiche legate alla crescita. Ma non preoccupatevi, ogni bambino cresce in modo diverso, anche in base al tipo di allattamento.

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Il pianto

Il pianto rappresenta nei primi mesi di vita un vero e proprio linguaggio del bambino; papà e mamma devono imparare ad interpretarlo.

Nei primi mesi di vita il vostro piccolo piange per quattro ragioni principali: ha fame; ha bisogno di fare un ruttino; è infastidito dal pannolino sporco; ha le coliche (vedi guida del 2° mese).

Può però anche piangere perché sente la mancanza del contatto fisico, che ha vissuto invece in modo costante nella pancia della sua mamma, e ha quindi bisogno di essere preso in braccio.

Fino a quando non si acquisisce l’esperienza necessaria per capire al volo le necessità del bambino, si deve procedere per esclusione.

Un pianto che inizia piano per poi crescere di intensità e diventare sempre più forte e, con un suo ritmo, è in genere legato alla fame.

Se invece il pianto parte già intenso dall’inizio, con singhiozzo e fasi di inspirazione, senza alcuna relazione con gli orari delle poppate, potrebbe essere in relazione ad un fastidio o dolore. In questi casi occorre innanzitutto cercare di consolare il proprio bimbo creando un contatto fisico e facendo sentire la propria voce rassicurante. Nel caso il pianto sia intenso e inconsolabile anche con la vicinanza dei genitori, occorre allora consultare il pediatra.

 

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