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8 mesi

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La prima febbre

È molto difficile che un lattante si ammali nei primi sei/sette mesi di vita. Questo perché durante i nove mesi di gravidanza la mamma ha passato, attraverso la placenta, tutto ciò che serve per combattere le infezioni, cioè i famosi “anticorpi”. Ma gli anticorpi sono proteine e in quanto tali saranno riconosciute come estranee dal bambino, e dunque allontanate, entro quattro/sei mesi di vita. Ecco che allora un po’ di vento o freddo, o aria condizionata nelle stagioni calde (durante un viaggio in macchina o lo sbalzo termico entrando in un locale climatizzato) portano la prima febbre. Ricordate che sotto i 37 e mezzo non si può parlare di febbre vera e propria. Misuratela all’inizio ogni 20-30 minuti per capire se sta salendo effettivamente.

La modalità di determinazione della temperatura può essere diversa: per comodità potreste misurarla per via rettale nei lattanti più piccoli (ricordando di togliere 0,6 gradi) ed ascellare nei più grandicelli e collaboranti.

Per far calare la febbre, seguendo le indicazioni del vostro pediatra, potete dare del paracetamolo o dell’ibuprofene, i due principi attivi più usati in pediatria come antipiretici.

È utile tenere sempre in casa del paracetamolo in sciroppo. Si raccomanda di seguire le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo. Ecco comunque qualche suggerimento per rendere più semplice la somministrazione.

  • Ricordate il peso del vostro bambino o andate a guardare nel libretto pediatrico l’ultimo controllo. Potete anche calcolarlo approssimativamente: se non è “fuori misura” (cioè molto grande o piccolo per la sua età), sappiate che basta aggiungere 9 al numero di mesi che ha e dividere il risultato per due per ottenere un peso “medio” per quel mese. Ad esempio una lattante di otto mesi peserà 8 mesi + 9 numero fisso = 17 diviso due 8 Kg e mezzo.
  • Dividete il peso a metà: il risultato, trasformato in ml, rappresenta la quantità di paracetamolo da dare al piccolo; nel nostro esempio (8 Kg di peso) la mamma o il papà daranno 4 ml circa di paracetamolo.
  • E’ sempre difficile far assumere una medicina a un bambino. Un trucco può essere usare una piccola siringa senza ago introducendola nell’angolo della bocca e facendola avanzare di qualche centimetro per superare la lingua.

 

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L’angoscia dell’ottavo mese

In questo periodo comincia a comparire quella sensazione di ansia quando la mamma si assenta che porta il piccolo a piangere e a rifiutarsi di andare in braccio a estranei. Si parla di “angoscia dell’ottavo mese”. Una madre distaccata, fredda nel rapporto con il figlio, o anche fattori sociali che tengono lontano dalla mamma in questo periodo della vita possono dar luogo a difficoltà anche per le età successive. Non abbiate timori però ad allontanarvi per fare la spesa o ad uscire per andare al lavoro. Coccole e sicurezza donate quando state insieme lo aiuteranno a vivere meglio la separazione.

Problemi del sonno

In questa fase, anche il sonno può tornare a presentare dei piccoli problemi. Dopo avere acquisito il ritmo sonno veglia nei mesi precedenti, e  avere dormito per tante ore la notte (con grande felicità di mamma e papà), ora può iniziare un periodo di risvegli notturni. Può accadere che il bambino si svegli anche due, tre volte per notte piangendo per richiamare la mamma e farsi magari accogliere nel lettone.

Ci sono diverse scuole di pensiero su come affrontare questa fase. Sicuramente l’istinto saprà suggerirvi il modo migliore ma paradossalmente, più accoglierete queste richieste accorrendo e rassicurandolo maggiore sarà la sua capacità di stare da solo crescendo ed essere autonomo, perché capisce che la mamma accorrerà sempre al suo richiamo.

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